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Avevano ragione i cittadini di Tierno a rivendicare
l' antica appartenenza del territorio dove si erge la chiesa decanale
di Mori alla propria giurisdizione? Parrebbe di sì, alla
luce della scoperta fatta alcuni giorni fa dagli operai comunali,
che hanno riportato alla luce una lapide confinaria, posta proprio
alla base del muro esterno del municipio, sul lato di via delle
Scuole.
Sulla pietra è chiaramente visibile l'incisione di una croce
comune (probabilmente non antichissima) con ai lati le lettere maiuscole
"M" e "T", forse ad indicare le iniziali di
Tierno e Mori e dunque il fatto che il confine passasse proprio
in quel punto. Se l' interpretazione è quella giusta, a Mori
si mettano pure l' anima in pace: la chiesa arcipretale della borgata
"appartiene", almeno storicamente, alla comunità
dì Tierno. L'ipotesi non sembra, poi, così peregrina,
anche perché la questione degli antichi confini tra Mori
e Tierno è tradizionale motivo di discussione tra la gente
dei due centri. Lo scavo attorno alla lapide è stato ordinato
dall' assessore alla cultura, proprio per verifìcare eventuali
messaggi storici racchiusi nella pietra.
Ora verranno fatti dei rilievi e delle ricerche in archivio comunale.
Hanno, dunque ragione i nonni di Tierno ad affermare la prestigiosa
"proprietà" territoriale?
Ai moriani il compito di cercare argomenti per una replica.
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DOVE
SI TROVA
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