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Trecento per il centenario

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L'alba celebrata sull' Altissimo dagli scout trentini
Alle 5,30 cuori colmi di gioia per l'anniversario:nonostante i cinque gradi sopra zero.

foglio cntenarioErano quasi trecento gli scout che ieri, primo d'agosto, si sono trovati sul monte Altissimo per festeggiare il centenario dell'inizio dell'avventura scoutistica, la proposta di Robert Baden Powell che entusiasma e coinvolge ancora le nuove generazioni. Alcuni ragazzi sono saliti la sera precedente, cena rigorosamente "Trapper" (carne sulla griglia) e pernottamento in "Igloo", altri sono saliti in notturna con il reparto al completo, altri sono arrivati alla spicciolata durante le prime ore del giorno per festeggiare "L'Alba del centenario"; una buona oretta di cammino che lupetti, guide, rover, scolte e capi hanno affrontato con disinvoltura e permesso di conquistare gli oltre duemila metri della vetta. La bassa temperatura, meno di cinque gradi centigradi, non ha spaventato nessuno, quasi tutti in pantaloncini corti e in perfetta uniforme; è risaputo che alle uscite programmate durante l'intensa attività annuale gli scout non rinunciano mai e come insegnava "Bipi": «Non c'è buono o cattivo tempo, ma solo buono o cattivo equipaggiamento». Una scoperta, anzi una riscoperta di quanto è vivo e vicino il cielo, anche se parzialmente coperto da nuvole, al mattino alle cinque e mezza, tutti rigorosamente pronti nell'attesa dell'alba in un grande cerchio per cantare e rinnovare con fervore quella promessa di fare del proprio meglio pronunciata magari qualche decennio prima. Un momento di vita in condivisione con tutti gli scout dei gruppi della zona Trentino Sud - Ovest, c'erano quelli di Mori, i più numerosi, (fazzolettone blu-rosso), quelli di Ala (fazzoletto blu-oro), quelli di Arco (giallo-azzurro) e quelli di Rovereto (azzurro bordo giallo-verde) presenti anche alcuni del Gruppo MASCI di Mori (blu), momento culminato con la pronuncia del motto "Una volta scout sempre scout!". Un'occasione per rinfrancare lo spirito di appartenenza allo scoutismo, e come tutte le uscite esterne che si effettuano a completamento delle attività in sede, anche in quest'occasione, oltre alla recita del decalogo della "Legge Scout", e del sublime momento del rinnovo della promessa, recitata da tutti con viva partecipazione, la scoperta di un luogo, quello che ha ospitato l'alba del secondo centenario, davvero importante storicamente. Le testimonianze della prima guerra mondiale del 1914-1918 sono ben visibili dappertutto, le decine di tende montate per il bivacco hanno sostituito i baraccamenti che si trovavano proprio a ridosso della piccola chiesetta, l'evento bellico ha visto la presenza sulle pendici del monte Altissimo di oltre 6.000 soldati, con relativi posti di pernottamento e fortificazioni ben visibili anche oggi. I ragazzi, che nel salire sulla vetta si sono fermati ad ammirare la madonnina dell'Alpe, hanno potuto vedere da vicino il raponzolo delle rocce o artiglio del diavolo (physoplexis comosa), il fiore più bello della montagna, numerosi esemplari adornano la nicchia che contiene la sacra statuetta, facevano comunque anche capolino proprio lì vicino un gruppetto di stelle alpine. Un'esperienza, quella dell'Altissimo che va a sommarsi alle decine di uscite che si susseguono, una continua crescita nei valori che Baden Powel ha messo alla base del suo sempre più diffuso movimento.
di BORTOLO BERTANZA Quotidiano l'Adige 2 agosto 2007

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